Le origini dell’AVIS Provinciale

(tratto da Avis Brescia 1935/1985 Ricerche Storiche e testo di Renzo Bresciani)

L’atto ufficiale di nascita dell’Avis di Brescia viene comunemente individuato nel decreto 30 agosto 1935 n. 32786 con il quale il Prefetto di Brescia autorizzava la costituzione dell’Associazione Provinciale Datori di Sangue. L’ Associazione Provinciale Datori di Sangue non era esattamente l’Avis che conosciamo oggi, anche se in realtà i due enti coincidevano. Mancava soprattutto un termine: volontari, ovvero il segno distintivo e che tutt’ora identifica l’Avis e la sua attività. Fu Giorgio Sinigaglia che in una dichiarazione inviata alle autorità cittadine il 26 luglio 1934 chiede “con la valida collaborazione del direttore della Croce Bianca dr Gino Briosi (…) che vogliano contribuire alla istituzione in Brescia una sezione dell’A.V.I.S”.

La fondazione è collocabile tra il 1933 e il 1934. Il primo direttore-presidente è il mantovano Giorgio Sinigaglia, primario del reparto “chirurgia settica” all’Ospedale di Brescia. Se la Croce Bianca è la matrice morale dell’Avis, l’Ospedale Civile di Brescia diventa da subito la sua sede operativa. Donatori e direttore prestano la loro opera gratuitamente. E’dunque in epoca fascista con il decreto sopracitato, che Avis viene in qualche modo ribattezzata ed il gruppo bresciano viene inglobato in un “esercito nazionale, dove i volontari vivono accanto ai mercenari”.

La burocrazia oscillerà sempre tra “datori e donatori”. Il 13 settembre 1937 un decreto del Ministro dell’Interno istituisce per le “Associazioni di datori di sangue” un “Comitato per i datori di sangue” per promuovere la costituzione dei centri di raccolta, organizzare il servizio trasfusionale e ricevere le domande di iscrizione. Tra il ’39 e il ’40 tale comitato sarà presieduto dal dr Briosi, che tornerà ad essere il rappresentante “tout court” dell’Avis. Nel 1938 all’atto della costituzione Il Comitato Provinciale iscrive 102 nomi tra i datori di sangue dell’Avis bresciana. La seconda guerra mondiale e l’antisemitismo vedono la discriminazione del dott. Sinigaglia, la direzione dell’associazione datori di sangue viene presieduta dal dott. Luigi Beltrametti, il 14 ottobre 1939 l’Avis lascia il posto all’Associazione Provinciale, anche se in fondo essa esisteva già sotto altro nome.

Dal 12 Novembre 1940 gli iscritti sono 1035, tutti “donatori”, tutti “avisini”.

La guerra è alle porte e non lascia lo spazio alle polemiche sulle terminologie.  Sarà solo dopo il 1948 che l’Avis si rinnova profondamente. Il presidente viene assunta dal prof. Mario Zorzi. Grazie alla collaborazione con l’Amministrazione degli Spedali Civili il salto di qualità è notevole. L’Avis ricrea un vero e proprio servizio ospedaliero. Si passa così nel 1954 dalla trasfusione diretta ad un vero e proprio Centro Emodiagnostico e Trasfusionale. Nel 1961 l’amministrazione degli Spedali Civili assume la gestione del Centro Trasfusionale. Affetto e generosità crescono anno dopo anno attorno all’Avis. Con lo stesso spirito e bisogno fondativi di Avis di sentirsi comunità, di stima, collaborazione e sostegno esce per la prima volta nel 1967 “La Goccia” periodico edito tutt’ora.

Nuove riforme, progressi e sempre nuove migliorie hanno accompagnato la storia dell’Avis Provinciale di Brescia fino ad oggi e la porteranno nel futuro.